Uomo politico italiano. Iniziata la sua carriera politica nel PSI, cui era
iscritto dal 1951, diventò deputato nel 1968. L'anno successivo
passò al PSDI, di cui assunse la segreteria nel 1978, attuando un
riavvicinamento al PSI di Craxi e rafforzando così l'area laica e
socialista in alternativa alla DC e al PCI. Il successo della sua linea politica
venne confermato dalle elezioni del 1983. Divenuto ministro del Bilancio nel
governo Craxi, nel 1984 si dimise in seguito al suo supposto coinvolgimento
nello scandalo della Loggia P2 di Licio Gelli. Nell'ottobre 1985 lasciò
anche la carica di segretario del PSDI. Nel 1989, dopo aver guidato una piccola
scissione dal partito (Unione Democratica Socialista), confluita poi nel PSI,
venne condannato per il reato di concussione (n. Roma 1935).